February 23
..timidezza..
=LA TIMIDEZZA=
La timidezza è uno dei problemi psicologici più diffusi al mondo:
si stima che in occidente il 40% della popolazione soffra di timidezza.
Alla radice della timidezza c'è una concezione negativa di sé il timido non riesce a stabilire un contatto con gli altri perché non si ritiene all'altezza, e gli altri,a loro volta, hanno al sensazione di essere respinti e si allontano.
=Comportamenti di una persona timida=
La timidezza nell'uomo è dovuta a un grande timore della disapprovazione, del giudizio e dell'accettazione degli altri, accompagnato a senso di inferiorità e di inadeguatezza, disistima e ad ansia eccessiva.
Per questi motivi, il timido tende a isolarsi, evitare gli incontri sociali, l'intimità, il pubblico e il confronto.
In compenso, in situazioni sociali, tende a dare vistosi segni di tensione: arrossisce facilmente, si pizzica la pelle del volto, si stropiccia le dita e attorciglia gambe e caviglie in posture da contorsionista.
Solitamente a livello comportamentale, la persona timida:
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cerca di evitare il contatto visivo durante uno scambio verbale;
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presenta una certa rigidità nella forma del comportamento sociale che si manifesta con comportamenti molto formali, che seguono l'etichetta;
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adotta un controllo rigido delle proprie reazioni emotive;
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ha riluttanza a dialogare, proprio perché teme di sentirsi al centro dell'attenzione;
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ha la netta convinzione che i contenuti dei suoi discorsi siano poco interessanti.
=Tipi di Timidezza=
Si distinguono 5 grandi classi di timidezza, che si manifestano in relazione alle situazioni più temute. Le due più frequenti sono la timidezza di azione e la timidezza di prestazione:
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Timidezza d’azione: è la paura di disturbare l’altro. I timidi di azione non vorrebbero contraddire gli altri per nessun motivo; non vorrebbero mai trovarsi a dover prendere un’iniziativa che potrebbe metterli a rischio di tradire un disaccordo da parte loro. A proprio agio in pubblico, non si oppongono mai. Rifuggono le discussioni, evitano di porre domande precise durante le conversazioni. La loro paura del conflitto riflette il timore di essere poco stimati.
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Timidezza di prestazione: è l’impressione ossessiva e paralizzante che gli altri siano lì per giudicarci. L’esposizione di fronte ad una classe, la lettura di un testo durante un matrimonio sono situazioni che mettono alla prova. Questa forma di timidezza inizia a manifestarsi sui banchi di scuola, con la paura di fare domande in classe.
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Timidezza del quotidiano: gli incontri con un vicino, o il semplice fatto di andare al lavoro e di chiacchierare con i colleghi possono essere un supplizio. I timidi del quotidiano temono sguardi, silenzi, situazioni di stasi cui sembra aprirsi un baratro tra loro e l’interlocutore. Il massimo del disagio consiste nel percorrere un tragitto in automobile con una persona che non si conosce molto bene. Senso di paralisi, sudorazione e tensione interna riflettono questa paura di non “saper fare conversazione”.
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Timidezza della rivelazione di sé: in questo caso la paura riguarda il territorio del personale. I timidi della “rivelazione di sé” sono a proprio agio con le conversazioni quotidiane, ma si bloccano quando si sfiora la loro vita personale. Li si conosce da anni, e ci si rende conto tutto d’un tratto di non sapere nulla di loro.
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Timidezza di visibilità: questa timidezza corrisponde all’angoscia di trovarsi a incrociare sguardi. Il timido di visibilità detesta, per esempio, passare davanti ad un caffè all’aperto con le persone sedute ai tavoli.
=Considerazione personale=
Dopo aver letto questo articolo i timidi si buttano da una finestra!
A parte gli scherzi.. essere timidi, fa proprio schifo!
_una timida_